Le Squadre
Info&Tel Melfi
Lo sport della pallacanestro a Melfi nasce ufficialmente nel 1999,
grazie all’entusiasmo ed alla volontà di un gruppo
di amici, naturalmente appassionati della palla a spicchi.
A presiedere la compagine societaria dello sport casalingo, è
Raffaele Nigro, affermato dermatologo ed acceso sostenitore di
una Melfi cestistica che durante questi anni, ha potenziato l’interesse
verso questa disciplina per lungo tempo rimasta nell’interesse
di pochi.
L’esordio avviene durante il campionato del 99-00,
anno in cui la società “Basket Melfi”, schiera
in C1, la formazione composta dai giganti:
Edmondo Landi, Gaetano Angrisani, Antonio Russo, Marco Florio,
Fabio Ferraretti, Carlo Padulosi, Decio Spirito, Cristian Vigilante,
Antonino Sterpellone, Dario Festa, Matteo Brienza.
Saranno l’impegno e la tenacia indotti
dal coach dell’epoca Roberto Miriello, a portare la “Basket
Melfi” a disputare la finalissima con la squadra pugliese
del Castellaneta. L’impegno agonistico per l’anno
seguente vedrà la rinuncia, da parte della società
lucana, alle competizioni previste dal girone H , un assetto reso
impraticabile a causa delle trasferte troppo onerose e logisticamente
troppo difficili da espletare a cui la compagine sportiva lucana
era stata assegnata dalla lega, che ne aveva deciso il collocamento
nel girone siculo-calabrese. Lo sponsor ufficiale della squadra
in quell’anno, è la “Gaudianello Acque Minerali”.
Si riparte con il campionato dell’anno successivo 2000-01,
dalla serie D regionale, con una nuova denominazione societaria, “Olimpia
Pallacanestro Melfi”, formazione composta dagli under 83-84-85:
Dario Festa, Antonino Sterpellone, Matteo Brienza, Antonio Crincoli,
Mario Grieco, Gigi Zarra, Simone Ramunno, Francesco Racioppi e
dall’allenatore Vittorio Laviano, una entusiasmante stagione
agonistica che a fine campionato vedrà la formazione ,
collocarsi al 1° posto della classifica.
L’anno 2001-02 , iscrive l’Olimpia Pallacanestro al
campionato di C2 interregionale. Questa volta, il team
atletico viene consegnato all’esperienza dell’allenatore
Antonio Russo. Vestiranno così la divisa gialloverde: Giuseppe
Vitello, Raffaele Di Noia, Alessandro De Lucia, Nicola Nero, Nunzio
Gramigna, Cristian Vigilante, Antonio Consales, Agustin Mengoni,
Niegos Vismic. Il risultato a fine campionato, varrà un
3^ posto al seguito di Manfredonia e Bernalda. Ancora la “Gaudianello
Acque Minerali” è lo sponsor di squadra.
Il ripescaggio in C1 della cestistica lucana nell’anno 2002-03,
varrà alla compagine del dott. Nigro, un crescendo di meritati
successi. A dare sostegno all’intento societario,
vi è il lavoro di squadra espletato la scorsa stagione
atletica da: Paolo Grassitelli, Davide Serino, Agustin Mengoni,
Antonio Consales, Cristian Vigilante, Antonino Sterpellone, Giovanni
Avallone, Dario Festa, Luca Vigilante, Nicola Padalino, Donato
Cutolo. Un importante cambio di guardia avviene verso la fine
del girone di andata: all’allenatore Antonio Russo, subentra
Dino De Angelis che condurrà l’Olimpia Pallacanestro
Melfi verso i play off e quindi verso l’ottava a posizione
della classifica del campionato del girone G.
La banca del gruppo UniCredito Italiano Xelion, firmerà
le casacche bianche e rosse degli atleti.
L’anno 2003-04 è senz’altro un anno importante
per la Olimpia Pallacanestro: un primato indiscusso quello raggiunto
dalla capolista melfitana, confermato alla 27 a giornata di ritorno,
da un +3 assegnato per differenza canestri che la porta al primo
posto della classifica, seguita a distanza ravvicinata da Ostuni
e Bernalda . La formazione di coach De Angelis risulta oggi, così schierata:
Guglielmo Armentano, Davide Archetti, Pasquale Barbato, Valerio
Corvino, Lorenzo Branchini, Vincenzo Di Lauro, Vincenzo Di Pierro,
Francesco Forino, Davide Serino, Nicola Padalino, Gianfranco Scatola.
Gli atleti da quest’anno vestono la casacca bianca e blu,
colori che rappresentano lo sponsor Info&Tel.
Lo.I.
Forti&Liberi Monza
La formazione storica della Forti e Liberi era così composta:
Mario Brioschi, Vittorio Brioschi, Nando Brioschi, Carlo Brioschi,
Augusto Volonteri, Gianfranco Cazzaniga, Antonio Langiano, Giuliano
Piazza, Giovanni Cremona ed il capitano Luciano Ghianda. Il 12
giugno 1949 vede la luce il primo torneo Città
di Monza in occasione della sagra cittadina di San Giovanni.
Dopo cinque anni di piazzamenti tranquilli in Prima Divisione,
la F&L esordisce nel campionato di promozione nella stagione
1954/55, classificandosi al secondo posto assoluto. Dopo anni
di consolidamento tecnico della Società, la F&L approda
alla serie C nazionale nell’anno sportivo 1965/66 con questa
formazione: Pierangelo Fava, Giorgio Casati, Luigi Erba, Renato
Picardi, Antonio Farina, Giorgio Fustinoni, Werther Pedrazzi,
Angelo Dante, Paolo Casalini, Walter Clemencigh, Aldo Viganò,
Baroni. Allenatore Pino Ribolini.
Dal 1968/69 al 1971/72 la F&L retrocede nel
campionato di Serie D e rientra nella serie superiore dal 1972/73.
Dal 1970 viene finalmente coperto il campo di gioco e anche Monza
può avere una palestra regolamentare con tribune per il
pubblico dalla capienza di circa 600 spettatori. Con questa opportunità
vengono incrementate le attività giovanili a partire dai
centri Minibasket che avevano visto la loro iniziazione già
col campo all’aperto alla fine degli anni ‘60.
A metà campionato 1972/73, Ribolini lascia
la poltrona di capoallenatore e gli subentra Angelo Dante che
si era nel frattempo messo in luce con le giovanili. La fomazione
di quell’anno, ricca di giovani di talento,
era formata da: Bronzino Elio, Chiesa, Tagliabue Primo, Casati
Giorgio, Brugnetti Paolo, Fontana Paolo, Nava Sandro, Porro Michele,
Pellegatta, Bratovich Bruno, Arosio Daniele, Bestetti Maurizio,
D’Alessio Alessandro , infine, Casanova Massimo.
Nel 1974/75, la F&L accede alla Serie B,
in un campionato su tre fasi in cui però non riesce a salvarsi
e riparte nell’anno successivo dalla Serie C.
In quell’anno sportivo, la squadra juniores, forte di giocatori
come Massimo Casanova, Ennio Rosolen, Marco Baldoni, Umberto Calastri,
Gonzo Taddio e Righetto, vince il Trofeo Muggiara, organizzato
in regione, battendo squadre quotatissime come la Mobilquattro,
Simmenthal Milano e le migliori della regione Lombardia.
Dopo due anni di Serie D, nelle stagioni 1976/77 e 1977/78, la
F&L ritorna in Serie C, fino al 1983/84 quando vince gli spareggi
promozione e viene ammessa alla Serie B nazionale. La formazione
di quell’anno: Giorgi Mauro, Carlo Casanova, Paolo Giorgi,
Fabrizio Lussignoli, Gabriele Meroni, Bob Lienhard, Mauro Fragiacomo,
Maurizio Maspero, Paolo Sirtori, Valerio Fumagalli, Ruggero Fumagalli,
Andrea Bertinotti, Mauro Passora, allenatore Euro Abate e D.S.
Ambrogio Riva. Per la prima volta nella storia bianconera compare
sulle maglie uno sponsor: Uteco Costruzioni.
Nell’anno 1986/87, con le modifiche dei campionati, la
F&L viene inserita nella Serie B2, campionato in cui tuttora
milita. Nel 1988 la F&L organizza il primo Trofeo Internazionale
di basket giovanile alla memoria di Alberto Giove.Nell’anno
1993/94, la F&L trascorre un anno di purgatorio in Serie C,
vincendo il campionato con 48 punti.
Nelle stagioni 2000/01 e 2001/02, la F&L
targata Oregon Scientific ha raggiunto la finale play off per
la promozione in Serie B1, perdendo, nella prima stagione contro
Castelletto Ticino e, nella seconda, contro Lumezzane in finale
e contro Castel San Pietro nello spareggio di Fidenza. L’Oregon
versione 2001/02, guidata in panchina da Massimo Corrado, ha ottenuto
il record societario di 15 vittorie consecutive.
Manica Trenta Rovereto
Quella dell’Atletico Borgo Sacco è la storia di una
escalation davvero notevole,compiuta nel breve volgere di qualche
anno. La fondazione del Gruppo Sportivo Borgo Sacco risale al
1993 con una squadra amatoriale di “Prima divisione”.
Nel 1997 il salto in “Promozione”
e l’anno successivo quello in serie D, massima categoria
regionale.
Nella stagione 1998/1999, dopo una finale persa per salire in
C2 con i cugini del S. Marco Basket, arriva la fusione con l’Atletico
Verona che porta per la prima volta al campionato di serie C2.
E’ in quell’occasione che nasce il connubio con Gal.
Tre, azienda del gruppo Metalsistem, che grazie alla lungimiranza
del sig. Michele Rella, oggi presidente del sodalizio, porta il
prestigioso marchio sulle maglie della squadra in qualità
di sponsor principale, in connubio con Manica Spa, oggi ritornato
dopo qualche anno in veste di sponsor principale.
Dopo il primo anno di transizione nella stagione 2000/2001 nasce
Metalsistem Basket, grazie alla sensibilità del sig. Antonello
Briosi che si pone quale partner privilegiato del sodalizio guidato
allora da Roberto Rella. I risultati sportivi sono immediati ed
arriva la splendida cavalcata vincente che porta al primo posto
finale con promozione in serie C1 nazionale. Nella stagione successiva
2001/2002 la Metalsistem basket si merita il titolo di “matricola
dell’ anno” disputando un torneo ad altissimo livello,
sempre nelle prime posizioni a dispetto del noviziato e nei play
off raggiunge addirittura la finale per la serie B. Nel corso
dell’ estate successiva arriva la ammissione alla serie
B per merito sportivo. Un risultato eccezionale che riporta il
Basket Roveretano ai livelli di eccellenza raggiunti nel quadriennio
1989-1993 con l’allora Endas Marsilli. L’Atletico
Borgo Sacco, negli ultimi quattro anni ha così conquistato
tre promozioni arrivando fino alla serie B.
La società, purtroppo però non riesce a confermarsi
nella serie cadetta retrocedendo in serie C1. Non si è
centrata la salvezza 2002/2003, per una serie
di motivi che vanno dalla sfortuna agli infortuni, dall’inesperienza
in una categoria quasi solo ad appannaggio di strutture professionistiche
alla tardiva ammissione alla serie B. Malgrado ciò, dopo
una partenza al rallentatore la squadra ha recuperato punti su
punti arrivando ad un niente dalla salvezza arrendendosi alla
fine con onore e con il rispetto di tutte le avversarie che hanno
comunque trovato in Rovereto un osso duro a morire (sono ben 12
le partite perse con meno di quattro punti di scarto o ai tempi
supplementari e per gran parte delle stesse abbiamo condotto le
danze fino agli ultimi istanti di partita). Alla fine sarebbero
bastati solo due punti in più per salvarsi.
Oggi ripartiamo dalla serie C1 con tanta voglia di fare bene,
con nuovi programmi, con un gruppo in gran parte ringiovanito,
e con due nuovi sponsor sulle maglie: Manica SpA e Trenta.
Nuova Sebastiani Basket Rieti
C’è una città dentro il canestro
che ha ripreso a palleggiare le sue emozioni, c’è
una passione che gli anni e le difficoltà non sono riuscite
a cancellare, c’è un desiderio di basket
che torna a travolgere Rieti, a scandirne le domeniche, ad alimentarne
le discussioni di piazza. C’è Rieti e la sua squadra
che vince di nuovo e pensa in grande, anche se qui pensare in
grande è difficile, perché il passato pesa ed allunga
le sue ombre su ogni tentativo di resurrezione.
Tutti sanno, tutti ricordano, tutti giudicano: le sfide stellari
di un tempo che non c’è più, Willy Sojourner
eroe cittadino e Meneghin che soffriva da matti la sua personalità,
e la saggezza popolare di Elio Pentassuglia, e la serata di Liegi,
una città incollata alla radio e Lee Johnson che la infilava
da tutte le parti per portare indietro, a notte fonda, ai tanti
tifosi in attesa davanti al mitico Bar Crosby la Coppa Korac,
simbolo di un’epoca.
E Brunamonti, Zampolini, Sanesi, Blasetti, gente cresciuta qui,
sbocciata qui, gente che ha fatto strada nel basket con Rieti
nel cuore; i playoff e la Sinudyne Bologna che a Rieti
spesso inciampava, i playoff e la Gabetti Cantù che si
vedeva costretta ad abdicare, i playoff ed una città in
adorazione dei suoi ragazzi, i playoff ed in seimila là
dentro, dove ne potevano entrare poco più della metà:
seimila spettatori, quarantamila abitanti. Il conto è fatto,
la città era il basket. E vorrebbe ancora
esserlo, adesso che la Tris ha ripreso a vincere e la gente è
tornata ad innamorarsi di un pallone a spicchi, e la serie A è
un sogno, non più un’utopia, e la vita riprende a
scorrere durante la settimana aspettando la domenica.
Ben vengano queste finali di Coppa Italia, per saldare un debito
con il passato e riscoprire una piazza importante per il basket
del futuro, per tornare ad offrire passione, per dire
grazie a chi non ha voluto mollare, anche quando la gloriosa Sebastiani
era finita nelle mani di un curatore fallimentare e la coppia
delle meraviglie Sojourner-Meely non era altro che uno scomodo
ricordo tirato sempre fuori dagli inguaribili romantici.
Rieti sul parquet c’è, di nuovo,
ancora una volta. E forse ci sarà sempre, con la sua competenza,
il suo tifo, la sua folgorante passione,
il suo amore per la pallacanestro. Oggi si gioca,
il passato è passato. Ma da queste parti è difficile
cancellarlo. Impossibile dimenticarlo.

Sapori di Sardegna Porto Torres La Silver Basket è una società giovane con tanta
voglia di crescere e con qualche bel successo in bacheca.
Nata nel 1990, grazie alla passione e all'impegno
di un gruppo di persone, in 14 anni è riuscita a raggiungere
la ribalta sia regionale che nazionale: cinque campionati seniores
vinti hanno portato la prima squadra sino alla B2, dove è
protagonista per il terzo anno consecutivo e si propone per l'ennesimo
salto di categoria. Senza nessuna esasperazione però, con
la concezione che lo sport è passione
ma non ossessione, esso va vissuto non stressato ed è per
tale ragione che la società ha un piccolo record del quale
è molto orgogliosa: nella sua storia non ha mai esonerato
durante la stagione nessun allenatore come esempio di coerenza
e di condivisione delle scelte fatte ad ogni inizio di stagione.
Questa, in sintesi, la progressione sportiva dagli albori societari.
Un solo anno in Prima Divisione e dal 1991/1992 due
stagioni in Promozione segnano la fase dell'avvio a livello regionale:
il raggiungimento della serie D con relativa permanenza dal '93
al '96 costituiscono già i primi motivi di orgoglio e la
prima vera visibilità della Silver Basket a livello nazionale.
Non c'è, comunque, appagamento e i risultati sportivi continuano
ad arrivare cospicui con la conquista della Serie C/2 al termine
della stagione 1995/96. Due intensi campionati,
sempre da protagonisti, con il premio dell'approdo in C/1 dove
i ragazzi di Porto Torres rimangono per tre annate sportive dal
1998/1999 al 2000/2001. L'escalation continuava con l'arrivo in
serie B e la nuova avventura in quella che è, al momento
l'attuale collocazione della Silver, cominciava nell'autunno del
2001. Al terzo anno, come successo in C/1 e D, si spera che possa
esserci l'ennesima promozione in quella serie B di Eccellenza
che veramente rappresenterebbe la definitiva consacrazione societaria.
I numerosi successi a livello provinciale delle squadre giovanili
e, soprattutto, diversi titoli regionali, testimoniano l'impegno
e la bontà del lavoro che la Silver Basket profonde
anche sui giovani con un settore giovanile costituito da cinque
squadre che disputano i seguenti campionati federali, per
un totale di circa 200 atleti tesserati: Juniores Maschile,
Cadetti Maschile, Allievi Maschile, BAM Maschile, Mini Basket.
Dalla stagione 2003/2004 la Silver Basket ha instaurato una
proficua collaborazione con l'Associazione Dilettantistica "Centro
Minibasket Porto Torres", società dedicata esclusivamente
al settore giovanile e la stessa è divenuta Società Satellite
della Silver.
Inoltre la Silver in accordo con la Regione Autonoma della
Sardegna e con il Comune di Porto Torres durante l'anno in
corso svolge un'attività di promozione dei valori educativi
dello sport nelle Scuole Elementari di Porto Torres e realizza
settimanalmente dimostrazioni teorico pratiche dell'attività sportiva
.
Tali dimostrazioni sono state pianificate all'interno di un programma
concordato con gli Istituti scolastici al fine di diffondere
e incrementare la pratica sportiva, nel senso non solo
dell'addestramento tecnico sportivo, ma anche e soprattutto nella
diffusione dei valori dello sport finalizzato
all'educazione.
Univer 3B6 Castelletto Ticino
Il Basket Castelletto è una delle squadre più
giovani della LNP, ed ha avuto un incredibile ruolino
di marcia fin dal giorno della sua nascita nel 1985. Agli inizi
del nuovo secolo la formazione piemontese del Presidente Verdina
ottiene la promozione in serie B1 centrando nel giro di pochi
stagioni un’eccezionale raffica di promozioni. Mauro Verdina,
tra i fondatori del club, è assieme al nipote Mauro Desidera,
l’uomo cui si deve l’ascesa della squadra, che anno
dopo anno ha aggiunto pezzi pregiati al suo roster per cercare
sempre e comunque il massimo risultato. Due sono i giocatori che
hanno fatto la storia del Basket Castelletto, il playmaker Charlie
Setola, approdato nel sodalizio ticinese in serie C2 ed il pivot
Luca Mio, entrambi hanno accompagnato la squadra fino alla serie
B1 dove sono rimasti anche nella prima sofferta stagione d’esordio
nella categoria. Altri giocatori che resteranno nela storia della
squadra sono Luca Margarini ed Andrea Barantani, i classici all-around
delle serie minori, dotati di grande talento atletico e di versatilità
che ne hanno fatto impareggiabili realizzatori e beniamini della
curva dei Viking.
Al termine della stagione 97/98 arriva la promozione
alla serie C1 e dopo quella 98/99 la seconda consecutiva con il
passaggio in B2. Un nuovo protagonista è Stefano Bramati,
veterano di mille battaglie tra B1 e B2 che recupera la palla
decisiva, quella che fa esplodere di gioia un intero paese. Ma
non finisce lì. Arriva coach Antonio Tritto e dopo la finale
persa con Argenta nella stagione 1999/00, ecco che arriva la tanto
attesa promozione in B1 battendo in finale in un infuocato Palalanzi
la Forti e Liberi Monza. Il salto in B1 si sente, e la squadra
sfortunata per l’infortunio a poche ore dall’inizio
delle ostilità di Della Valentina fatica, ci rimette il
posto Romano Petitti, coach navigato ma poco aiutato dalla dea
bendata, ed arriva Meo Sacchetti. Poco cambia, ma alla fine arriva
la tanto sospirata salvezza, e da quel giorno Verdina, che intanto
si trasferisce a Verbania in attesa nel nuovo palazzetto di Castelletto
decide di non voler più soffrire. Arriva Port luppi, tanto
per gradire, e qualche altro nome di primissimo livello, la squadra
agguanta i playoffs, e poi l’estate scorsa viene costruita
una squadra che può avere un solo obiettivo: la legadue.
Prima ci sarà da conquistare la Coppa Italia, ma poi il
tuffo dentro i playoff sarà completo e l’obiettivo
è inaugurare il nuovo campo di Castelletto con un’ennesima
promozione!
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